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La Prima Guerra Mondiale sui monti dell'alto Noce

Con il 24 maggio 1915, la guerra che già aveva fatto la sua apparizione in molte famiglie della Valle di Sole, portando i loro figli al fronte e spesso alla morte, si appostò stabilmente e direttamente sulla soglia di casa.
Il vecchio confine amministrativo con il Regno d'Italia si trasformò in fronte di guerra. Il regio ed imperiale esercito austriaco prese il potere ovunque. Il paese di Vermiglio fu evacuato. Donne e ragazzi furono costretti a dure corvee di guerra. I generi alimentari furono razionati, requisiti, rubati. La povertà, la miseria, la fatica, la paura, l'intimidazione diventarono pane quotidiano. Le libertà civili e politiche furono sostanzialmente sospese.
Se sulle alte montagne sovrastanti si attestò uno dei fronti più alti ed inediti che la storia ricordi, nelle comunità disloccate vicino al fronte, e in particolare nella Valle di Pejo, la guerra diventò battaglia giornaliera per la sopravvivenza fisica e psicologica.
Gli Alpini Italiani e i Landes-Kaisersschützen imperiali si scontrarono in epiche battaglie, nelle quali il valore militare divenne simbolo e strumento anche di una incredibile capacità di capire la montagna, di conquistarla e di soggiogarla. Il territorio tutto si vede profondamente segnato da trincee, camminamenti, gallerie, postazioni, ricoveri, baracche, che tuttora indicano la profondità e la complessità delle vicende militari, alpinistiche ed umane che lo investirono in tre anni di guerra dura e cattiva, anche se non priva di aspetti di lealtà e di umanità.
Sulla cima del S. Matteo, una delle dodici che fanno da corona alla Valle di Pejo, fu combattuta la più alta battaglia della storia, quella battaglia che ha trasformato la "guerra bianca" combattuta in Adamello e sull'Ortles Cevedale, in un'epopea dalle connotazioni mitiche e leggendarie.

Le principali sezioni Espositive

Il museo non si esaurisce in una "raccolta di armi" o in un "magazzino" di reperti bellici, ma tende ad essere "testimonianza" della vita quotidiana dei soldati al fronte e dellapopolazione delle retrovie.
Esso "narra" anche le azioni belliche specifiche del fronte compreso tra il passo del Tonale e il Gavia e ricostruisce alcuni "ambienti tipici" dell'alta montagna.
Trovano sede espositiva adeguata nel museo le armi usate in battaglia, compresi rudimenti bellici di grosso calibro, nonchè apparecchiature di precisione.
Si possono scoprire i vestimenti e le divise recuperate, gli elmi, le ghette e le calzature dell'epoca. Il museo rappresenta anche il fulcro di una serie di attività didattiche, formative, storiche e a sfondo turistico, che riguardano la grande guerra in generale e su aspetti specifici, anche localistici, della stessa.
In un apposito piccolo spazio è possibile visionare i filmati ed i video recuperati dal museo, inerenti aspetti anche ambientali e geografici, oltre che storici e documentaristici, degli eventi connessi con la grande guerra.
La guerra non esisteva solo per i soldati che la combattevano, ma anche per la popolazione civile, che dovette giornalmente subirne le pesanti conseguenze.
Anche a questi aspetti di vita e di dolore quotidiani il Museo dedica attenzione nella scelta degli oggetti esposti:
medicamenti, spille decorative, oggetti personali, suppellettili, strumenti artigianali per rendere meno dura la vita al fronte e nelle retrovie.
Particolarmente interessanti alcune vetrine e raccolte, quali: gli oggetti della mensa e quelli del tempo libero; gli strumenti della cucina e quelli dell'infermeria; i mezzi di trasporto su neve e ghiaccio; gli oggetti del passatempo e della devozione religiosa; i segni di riconoscimento e i distintivi delle azioni di qualità e di coraggio.  

 
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